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Tutto l’organismo è pervaso da una nutrita schiera di “spie” che riferiscono al sistema nervoso centrale, in ogni momento, che cosa avviene in ogni parte del corpo.

 

L’essere in grado di valutare la reazione comportamentale, emozionale e fisiologica allo stress psico-fisico, e le capacità e possibilità reali di distensione e rilassamento, è di primaria importanza per raggiungere la migliore performance e in generale per una corretta opera di comprensione dell’individuo, per la sua educazione e la messa a punto di idonei strumenti di intervento, anche clinici, sulla persona e di predisporre adeguati piani educativi, rieducativi o di prevenzione.

 

Uno dei possibili tipi di analisi di questo tipo di risposta e sicuramente il più oggettivo,, è denominato “valutazione o profilo psicofisiologico”, o “profilo di stress” o “profilo di rilassamento” ed è effettuato in psicofisiologia clinica e può fare parte del cosiddetto “assessment” o diagnosi multidimensionale svolta da uno psicologo.

 

Si potrà, in altri termini, determinare correttamente se e quali funzioni fisiologiche sono eventualmente alterate e di quanto, rispetto a valori normativi o allo stesso soggetto in tempi diversi. In tutte le persone vi è poi una prevalenza di risposta in attivazione di alcune funzioni rispetto ad altre, aspetto questo denominato “debolezza d’organo”. Consiste in una sorta di piccolo handicap costituzionale per cui, in situazioni di stress, vi potrà essere un prevalente interessamento della muscolatura, e la persona risulterà più tesa, oppure del sistema gastroenteriche così vi sarà una maggiore possibilità di disturbi come gastriti, colon spastico (Sindrome del colon irritabile -IBS) o ernia natale, etc.

 

In ogni caso, in concomitanza di uno stress dovuto da emozioni positive (eustress- vedi la sezione gestione dello stress), dopo una situazione iniziale di attivazione e stress acuto, vi sarà, in soggetti sani, un recupero graduale ma relativamente rapido verso i valori di base, ovvero di condizioni che possono essere definite “a riposo”. Questo avverrà più facilmente quanto più il soggetto sarà rilassato, o sarà in grado di rilassarsi, ovvero se l’emozione, indipendentemente dalla sua portata, sarà sperimentata in una situazione di buon equilibrio.